Vantaggi e attenzioni nel VILT (re)design

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La necessità della conversione ILT > VILT

Come anticipato nel primo Articolo, il principale impulso allo sviluppo di soluzioni VILT è arrivato dalla necessità da parte delle aziende di dare continuità ai propri piani di formazione e di comunicazione interna inizialmente concepiti in presenza, una continuità compromessa dalla pandemia Covid-19.

Convertire la formazione d’aula in VILT garantisce tale continuità, dando nel contempo alla Community of Learners la percezione di lavorare in un’azienda innovativa che sa abbracciare con efficacia la trasformazione digitale anche nei processi di Learning & Development, mantenendo lo stesso human touch della formazione in presenza, ma senza compromessi (rappresentati di solito dal blended learning…): un modello di apprendimento smart e full digital, componente del Workplace contemporaneo.

Vantaggi in base alla strategia aziendale

Come qualcuno ha scritto “Converting traditional f2f delivery to virtual classrooms may be seen as a silver bullet” (Kineo-The Oxford Group: Virtual Classrooms, How to deliver using VC technology). Un’arma magica per risolvere in un sol colpo tutti i problemi generati da modelli di corporate learning antichi e frustranti? Certamente no. Tuttavia il VILT è utile per:

  • traghettare senza traumi le organizzazioni che erogano tradizionalmente formazione solo e prevalentemente in aula verso un modello di Digital Learning comunque basato sul fattore umano, rappresentato dai docenti, esterni e soprattutto interni: VILT è anche un modo molto efficace per sfruttare le potenzialità dei SME – Subject Matter Experts aziendali. In questi casi l’adozione di VILT rappresenta una transizione graduale, che evita l’errore di considerare il Digital Learning in termini di sostituzione dell’apprendimento in aula con l’autoformazione asincrona su digital learning object, anche molto interattivi, ma privi della mediazione “dell’ istruttore”.
  • viceversa, completare e potenziare il modello Digital Learning di quelle aziende che hanno puntato da anni, subito ed esclusivamente, sul Digital Learning asincrono, fondato sul trinomio piattaforma-contenuti-servizi, determinando così all’interno della propria organizzazione un’innaturale discrasia tra due mondi senza comunicazione: la tradizionale formazione in aula, per definizione sincrona e analogica, e spesso dominante, e un eLearning altrettanto tradizionale, basato su ampie offerte in piattaforma, spesso a basso engagement.

L’errore da evitare ed i 3 passi principali

La condizione di efficacia dell’introduzione di VILT in azienda è evitare di virtualizzare la formazione frontale. VILT non è questo. La conversione da ILT a VILT deve mantenere tutte le caratteristiche di interazione tipiche della formazione in aula: lezioni dialogiche, lavori di gruppo, discussioni. Questo implica, nell’esperienza di consulenza di Altaformazione, un approccio back to basics, in cui, nelle aziende come nelle università, si ridefinisce insieme con progettisti e docenti un framework metodologico che integri tutte le principali buone prassi della comunicazione formativa.

Un ambiente VILT veramente efficace dovrebbe avere al suo interno (native, integrate o aggiunte utilizzando app esterne – che nell’articolo precedente abbiamo chiamato Teaching App) tutte le funzionalità necessarie a riprodurre virtualmente le buone pratiche dell’esperienza in aula.

Definire il framework metodologico è il primo passo. Allestire l’ambiente per il full digital delivery di esperienze di formazione e comunicazione altamente interattive è il secondo. Formare progettisti e docenti al suo utilizzo è il terzo passo dell’introduzione o potenziamento del VILT in azienda.

Un framework metodologico per partire

Un esempio di framework metodologico di partenza è il seguente, che comprende 10 buone prassi distribuite nelle 4 principali fasi di un ciclo di formazione completo, dalla socializzazione dei partecipanti alla valutazione dell’apprendimento (Fig 1). Il framework va usato per scegliere dove usare VILT e subito dopo con quali strumenti, come vedremo nel terzo articolo. Ora è il momento di qualche caso reale.

Fig 1 – il framework metodologico per individuale le principali  funzionalità di un ambiente VILT

Casi di buone pratiche

Spesso un framework analogo si applica a progetti finalizzati a una non più praticabile erogazione in aula. In prima battuta l’azienda può avere molti dubbi sulla possibilità di ricreare a distanza esperienze articolate altamente interattive. Tuttavia questo dipende spesso da un insufficiente aggiornamento sulle potenzialità degli attuali sistemi di videoconferenza: un mercato in cui è in atto una corsa competitiva all’arricchimento funzionale delle piattaforme proprio per consentire l’erogazione di eventi “complessi”.

Nel caso di una grande azienda multinazionale cliente, è stato possibile riprogettare ed erogare in modalità VILT un ciclo di 12 eventi di comunicazione-formazione interna della durata di circa 4 ore, inizialmente concepito per l’erogazione in aula. In questo arco di tempo i partecipanti (circa 70 in ogni edizione) sono stati coinvolti in una serrata esperienza multimediale e interattiva consistente in:

  • visione di video interviste a colleghi,
  • gamification con leaderboard finale con una nota gaming app
  • lavoro in 12 (!) sottogruppi (breakdown rooms) in una brillante versione full digital della metodologia “World Cafè”
  • lezioni e comunicazioni interattive
  • comunità di ricerca filosofica: un lavoro in plenaria fondato sull’interrogazione: la condivisione delle domande-chiave, prima che delle risposte
  • ricostruzione in forma di Wordcloud del glossario dell’evento: le parole più frequenti e significative

Tutto questo utilizzando semplicemente Teams e le sue funzionalità interne, integrato da alcune app esterne che hanno richiesto l’uso combinato del pc e dello smarphone.

900 persone complessivamente coinvolte nell’arco di 2 mesi: per un evento ad alta viralità risultato praticamente privo di significativi problemi dovuti ai vincoli o alle capacità di uso della tecnologia.

Lo stesso metodo ha consentito ad Altaformazione di aiutare il Master MACU dell’Università di Milano-Bicocca (vd. sito  e pagina LinkedIn) a superare gli ostacoli del distanziamento convertendo in VILT un impegnativo laboratorio di Master, facendo lavorare a distanza, in modalità in questo caso prima asincrona e poi sincrona, una decina di gruppi di studenti. Essi hanno prima preparato (in homework asincrono) e poi erogato (in un evento sincrono su Webex) una simulazione di rapporto tra cliente-L&D e partner – società di formazione, con assessment game finale (attraverso un’assessment app esterna a Webex) per far valutare alla plenaria il sottogruppo con la migliore performance in termini di contenuti e di modalità di comunicazione nella simulazione.

Continuate a leggerci per scoprire come implementare VILT, in particolare come formare i Modern Teacher, i formatori che sanno applicare la modalità VILT.

Webliografia essenziale:

https://cdn2.hubspot.net/hubfs/406421/Kineo%20Global/Guides/virtual-classrooms-how-to-deliver-using-vc-technology-guide-kineo-uk.pdf

https://www.cloudshare.com/blog/10-steps-to-convert-traditional-classroom-content-into-effective-virtual-instructor-led-training-ebook

https://trainingindustry.com/content/uploads/2017/07/cloudshare_report.pdf

Se questo articolo è stato di tuo interesse, non perdere le prossime pubblicazioni.

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