Seamless Learning

Che cos’è il “seamless learning”? L’ha spiegato il prof. Guglielmo Trentin, ricercatore presso il CNR di Genova e docente alla scuola di dottorato in Digital Humanities  dell’Università di Genova, intervenuto, come keynote speaker al 1° evento del Learning Live Kitchen, il nuovo format ideato da Altaformazione

Il concetto di seamless learning, o apprendere senza soluzione di continuità, può essere riassunto così:

Un processo di apprendimento che dura per l’intera vita, non episodico (es. la partecipazione a corsi, lezioni, ecc.), costantemente collegato/intersecato al quotidiano, auto-regolato/diretto dal singolo che, può rilocare sistematicamente il proprio ambiente di apprendimento nei diversi luoghi/spazi vissuti nel corso della giornata”.

E’ questa la scommessa del nuovo modo di fare formazione nelle organizzazioni? Ma come si creano spazi abilitanti per l’apprendimento continuo delle persone? Ci sono differenze tra il seamless learning e l’e-learning o il mobile learning? E se sì quali?

Secondo il prof. Trentin, per innescare un processo virtuoso di apprendimento continuo, il fenomeno su cui si deve fare leva è quello di “embodiment”, ovvero “l’incorporamento dell’individuo con la propria tecnologia mobile; in questo sorta di «fusione» l’individuo interagisce con il resto del mondo fisico e virtuale nel vivere quotidiano”.

Oggi le persone attraverso i propri devices digitali (BYODs) si connettono con i diversi ambienti che non sono più percepiti come separati ma come “spazi ibridi”, spazi dinamici, creati dal costante movimento delle persone,capaci di includere spazi e contesti remoti in quello percepito/vissuto al momento.

Gli spazi ibridi, quindi, non sono il semplice prodotto di una meccanica combinazione delle componenti reale (ad es. la propria abitazione, il posto di lavoro, un’aula) e digitale (il cloud e, più in generale, la rete), quanto piuttosto di una sorta di loro reciproca fusione, dovuta all’agire simultaneo delle persone nei due spazi (fisico e digitale).

Se le persone, oggi vivono e si muovono negli spazi ibridi, come è possibile innescare processi di apprendimento in questa nuova dimensione? Creando ambienti ibridi di apprendimento, integrando, cioè, spazi (reale/digitale), tempi (sincrono/asincrono), contesti, reti sociali, approcci didattico-pedagogici e culturali, risorse informative, educative e tecnologiche. Ambienti dove le definizioni di learning formale, informale e non formale vengono superate dal concetto che sono le persone e il contesto (inteso come contestualizzazione delle necessità formative) che definiscono e controllano gli obiettivi da raggiungere.

In questa logica, il seamless learning significa continuità dell’apprendimento attraverso più spazi e contesti” mentre l’e-learning e il mobile learning possono essere riassunti come “imparare in qualsiasi momento e ovunque”.

La seconda definizione, pone l’accento sulla logistica (spazio -tempo) e l’attenzione del “learner contemporaneo” viene indirizzata al “compito” (si deve fare il test, l’esercizio, ecc, …) più che sulla riflessione e sull’applicazione delle conoscenze apprese.

Il seamless learning, invece, indirizza la “continuità”, cioè la pratica di apprendere che l’individuo deve sviluppare autonomamente per trovare le risposte alle proprie necessità formative per affrontare i problemi che il “contesto” lavorativo (le necessità del qui ed ora) gli presenta. In sintesi, potremmo definire il seamless learning come uno stato della mente orientato a “imparare ad imparare”.

Quale potrebbe essere il ruolo delle organizzazioni in questo nuovo scenario?

What is seamless learning? This was explained by Prof. Guglielmo Trentin, researcher at the CNR of Genoa and lecturer at the PhD school in Digital Humanities at the University of Genoa, who spoke as keynote speaker at the 1st event of the Learning Live Kitchen, the new format created by Altaformazione.

The concept of seamless learning, or seamless learning, can be summarized as follows:

“A learning process that lasts a lifetime, not episodic (e.g. participation in courses, lectures, etc..), constantly connected/interested in the daily, self-regulated/directed by the individual who can systematically relocate their learning environment in different places / spaces experienced during the day.”

Is this the challenge of the new way of training in organizations? But how do you create enabling spaces for the continuous learning of people? Are there differences between seamless learning and e-learning or mobile learning? And if so, which ones?

According to Prof. Trentin, to trigger a virtuous process of continuous learning, the phenomenon that must be leveraged is that of “embodiment”, or “the incorporation of the individual with their own mobile technology; in this sort of “fusion” the individual interacts with the rest of the physical and virtual world in everyday life.

Today people through their digital devices (BYODs) connect with different environments that are no longer perceived as separate but as “hybrid spaces”, dynamic spaces, created by the constant movement of people, able to include spaces and remote contexts in the one perceived / experienced at the moment.

Hybrid spaces, therefore, are not the simple product of a mechanical combination of the real components (e.g. the home, the workplace, a classroom) and digital (the cloud and, more generally, the network), but rather of a sort of mutual fusion, due to the simultaneous action of people in the two spaces (physical and digital).

If people today live and move in hybrid spaces, how is it possible to trigger learning processes in this new dimension? Creating hybrid learning environments, integrating, spaces (real/digital), times (synchronic/asynchronous), contexts, social networks, didactic-pedagogic and cultural approaches, information, educational and technological resources. Environments where the definitions of formal, informal and non-formal learning are overcome by the concept that it is the people and the context (understood as the contextualization of training needs) that define and control the objectives to be achieved.

In this logic, seamless learning means “continuity of learning across multiple spaces and contexts” while e-learning and mobile learning can be summarized as “learning at any time and anywhere”.

The second definition focuses on logistics (space-time) and the attention of the “contemporary learner” is directed to the “task” (you have to do the test, the exercise, etc., …) rather than to the reflection and application of the knowledge learned.

Seamless learning, on the other hand, addresses the “continuity”, i.e. the practice of learning that the individual must develop autonomously in order to find the answers to his own training needs in order to face the problems that the working “context” (the needs of the here and now) presents to him. In summary, we could define seamless learning as a state of mind oriented towards “learning to learn”.

What could be the role of organizations in this new scenario?

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