Seamless Learning e ambienti di apprendimento: verso un nuovo paradigma nelle organizzazioni

L’epoca in cui viviamo richiede alle organizzazioni una nuova visione dell’apprendimento che tenga conto dei diversi livelli di complessità, connessione e velocità ormai tipici della società contemporanea. Grazie agli ambienti digital e social, che valorizzano il potenziale di apprendimento, oggi possiamo immaginare un nuovo ecosistema di learning in cui si possono ridefinire i tempi e le modalità per acquisire e scambiare conoscenza.

In sostanza, la formazione dovrebbe trasformarsi da una serie di momenti o eventi, formalmente codificati e centralmente gestiti, in un processo di apprendimento che dura per l’intera vita, non episodico costantemente collegato/intersecato al quotidiano, auto-regolato/diretto dal singolo che può rilocare sistematicamente il proprio ambiente di apprendimento nei diversi luoghi/spazi vissuti nel corso dell’attività lavorativa.

È questa la scommessa del nuovo modo di fare formazione nelle organizzazioni? Se sì, come si creano allora spazi abilitanti per l’apprendimento continuo delle Persone?

Oggi le Persone attraverso i propri devices digitali si connettono con i diversi ambienti che non sono più percepiti come separati ma come “spazi ibridi”, spazi dinamici, creati dal costante movimento delle Persone, capaci di includere spazi e contesti remoti in quello percepito o vissuto al momento.

Gli spazi ibridi, quindi, non sono il semplice prodotto di una meccanica combinazione delle componenti reale (ad es. la propria abitazione, il posto di lavoro, un’aula) e digitale (il cloud e, più in generale, la rete), quanto piuttosto di una sorta di loro reciproca fusione, dovuta all’agire simultaneo delle Persone nei due spazi: fisico e digitale.

Come Altaformazione, la domanda che ci poniamo è: se le Persone oggi vivono e si muovono negli spazi ibridi, perché non creare ambienti ibridi di apprendimento? Ambienti che integrano, cioè, spazi (reale/digitale), tempi (sincrono/asincrono), contesti, reti sociali, approcci didattico-pedagogici e culturali, risorse informative, educative e tecnologiche.

In questa logica, per noi, il seamless learning significa “continuità dell’apprendimento attraverso più spazi e contesti” mentre l’e-learning e il mobile learning possono essere riassunti come “imparare in qualsiasi momento e ovunque”.

L’e-learning pone l’accento sulle dimensioni spazio -tempo. L’attenzione del learner contemporaneo viene indirizzata al “compito” (si deve fare il test, l’esercizio, la simulazione) più che sulla riflessione e sull’applicazione delle conoscenze apprese.

Il seamless learning, invece, indirizza la “continuità”, cioè la pratica di apprendere che l’individuo deve sviluppare autonomamente per trovare le risposte alle proprie necessità formative per affrontare i problemi che il contesto lavorativo (le necessità del qui ed ora) gli presenta, in una visione della Persona autonoma e responsabile del proprio percorso di crescita e consapevole dei canali e degli strumenti formativi più idonei alle proprie necessità formative e alle proprie preferenze di apprendimento.

In sintesi, potremmo definire il seamless learning come uno stato della mente orientato a “imparare ad imparare”.

Ma in questo contesto quali sono i fattori che gli HR devono tenere in considerazione? Perché questa visione rappresenta una vera sfida per la funzione HR e, in particolare, per chi si occupa di formazione e sviluppo delle Persone?
Se sei curioso di scoprire le risposte continua a seguirci. Approfondiremo questo argomento in un prossimo articolo.

Stay tuned!

Riferimenti Bibliografici:

C.Colombo, A. Donadio, A. Galardi, V. Marini, L, Solari, The Human Side of Digital, Guerini Next, 2015.
A. Donadio, HRevolution, Franco Angeli, 2017
L. Fedeli
, Embodiment e mondi virtuali. Implicazioni didattiche, Franco Angeli, 2014.
Lh. Wong, Ck. Lool,  What seem do we remove in mobile assisted seamless learning? A critical review of the literature in Computers &Education, Volume 57, Issue 4, 2014.
N. DABBAGH, A. KITSANTAS, Personal Learning Environments, social media and self- regulated learning. A natural formula for connecting formal and informal learning, Science Direct Volume 15, Issue 1, January 2012.
Professionalità e studi – rivista bimestrale on -line n.4 marzo-aprile 2019
http://www.edizionistudium.it/riviste/professionalit%C3%A0-studi-n4-marzoaprile-2019

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