Hai mai pensato con che tipo di Instructional Designer lavori?

Come può essere interpretato il ruolo dell’Instructional Designer in ambito Digital Learning?

A nostro parere principalmente in 3 modi. Prima di scoprirli, però, vi farò passare attraverso un ricordo: il ricordo che mi ha spinto a scrivere questo articolo.

Che tipo di medico?

Una domanda che mi facevano spesso da piccola, quando avevo 4-5 anni, e che mi coglieva sempre di sorpresa era: “Che lavoro fa la tua mamma?”.

“Il medico!”, rispondevo, e mi beavo della prontezza della mia risposta, data in una frazione di secondo e accompagnata da un grande sorriso. Spesso, però, il dialogo proseguiva e l’interlocutore mi chiedeva: “Che tipo di medico?”.

Potete capire che, ai tempi, le “sfumature di medico” non mi erano ancora chiare. La mia risposta quindi tendeva a essere: “In ospedale!”.
In questa seconda parte di dialogo risultavo sicuramente meno brillante, ma l’attenuante dell’età mi ha sempre salvato.

Che tipo di Instructional Designer?

Tornando alla domanda “Che tipo di medico?”, se ci pensate potremmo sostituire la parola “medico” con qualsiasi ruolo professionale che ci viene in mente: che tipo di impiegato? Che tipo di avvocato? Che tipo di manager? Che tipo di HR?

Come vi avevo preannunciato, oggi voglio essere autoreferenziale e cercare di rispondere alla domanda: che tipo di Instructional Designer?

3 tipologie di Instructional Designer

Le principali tipologie di Instructional Designer (o ID) variano a seconda del contesto aziendale e della dimensione e complessità dei progetti.

Queste tipologie sono:

  1. Instructional Designer & Project Manager
  2. Instructional Designer content editor
  3. Instructional Designer “one man band”

1. Instructional Designer & Project Manager

Nella mia breve lista, ho inserito di proposito l’ID Project Manager al primo posto.

Questa figura professionale è la più alta delle tre perché si assume non solo la responsabilità della progettazione didattica e della scrittura dello storyboard, ma anche la responsabilità di progetto. Nella pratica, l’ID oltre a progettare e a scrivere tiene sotto controllo tempi, costi ed è referente di progetto sia a livello esterno, che interno.

La presenza di un ID Project Manager è un “marchio di garanzia” sotto 2 aspetti:

Qualità
Le competenze di progettazione didattica dell’ID, unite a quelle specifiche dei team da esso coordinati permettono di realizzare oggetti efficaci, con un livello di elaborazione grafica e tecnica molto elevato.

Unicità
Le competenze di gestione di progetto e l’expertise in ambito Digital Learning fanno dell’ID Project Manager un consulente, che lavora CON il cliente e non PER il cliente (differenza sottile, ma fondamentale). Questo permette di realizzare oggetti unici che, oltre a essere efficaci, generano valore.

2. Instructional Designer content editor

Al secondo posto troviamo l’ID content editor. Questa figura professionale si occupa esclusivamente della scrittura dello storyboard e, generalmente, non viene coinvolta nella progettazione didattica.

Talvolta, infatti, le metodologie didattiche e i format degli oggetti da realizzare sono prestabiliti. È quindi necessaria una figura che si occupi della “content curation”, ovvero di dare forma ai contenuti e di renderli comprensibili e fruibili attraverso lo storyboard.

Non sottovalutiamo questo ruolo perché è fondamentale. La mancanza di competenze in ambito formativo e gestionale, d’altro canto, fanno sì che nell’architettura dell’oggetto o del percorso formativo realizzato, l’ID content editor non possa essere considerato un muro portante.

3. Instructional Designer “one man band”

Gli one man band sono musicisti in grado di suonare contemporaneamente più strumenti.
Questa figura professionale può avere competenze grafiche e tecniche di base che, unite all’utilizzo di authoring tool, gli consentono di realizzare in autonomia l’oggetto formativo.

Se presente un LMS (Learning Management System) o una piattaforma che ospita i percorsi formativi, gli ID one man band possono anche diventare social media manager. Curano quindi, nel loro piccolo, aspetti di comunicazione come l’invio di newsletter, la scrittura di news e l’help desk.
Queste figure professionali possono lavorare in velocità puntando sulla standardizzazione, ma presentano dei limiti.

Facciamo un esempio concreto: un progetto che prevede un effort di 10 giornate.

Nel caso degli ID one man band, queste 10 giornate sono lavorate da una sola persona. È evidente che una figura unica non possa avere tutte le competenze e le risorse necessarie a realizzare oggetti custom, con un’elaborazione grafica e tecnica elevata.

Dall’altra parte, prendiamo il caso di un contesto più strutturato e supponiamo che queste giornate vengano suddivise come segue: 2 giornate di ID, 2 giornate di graphic designer, 2 giornate di video animator, 2 giornate di web designer, 2 giornate di sviluppatore.

Le competenze messe in campo in questo secondo caso sono molte di più, la qualità del percorso formativo è naturalmente maggiore, ma l’effort rimane uguale e, allo stesso modo, l’investimento che fa l’azienda rimane esattamente uguale.

Morale: se state valutando a chi affidarvi per un progetto di Digital Learning, valutate bene tutte le opzioni in base al tipo di ID a cui vi troverete di fronte, o meglio, in base al team che vi verrà messo a disposizione.

Come abbiamo visto, infatti, a parità di investimento solo l’insieme e la varietà di competenze presenti in realtà in cui l’ID è direttore o parte di una grande orchestra, permette di creare una sinfonia unica.

Share on linkedin
Share on twitter

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.