Digital Transformation e Soft Skill: un problema vecchio da risolvere in modo nuovo

In un passato non troppo lontano di formatore in aula sulle soft skill (leadership e gestione dei collaboratori in particolare), trovavo molto efficace utilizzare la metafora della “bicicletta” per esemplificare i driver dell’efficacia professionale di una persona. La ruota posteriore è la forza motrice data dalla competenza tecnica, verticale, quella che ci permette di sviluppare un’identità professionale riconosciuta, di essere stimati e di portare contenuto e valore nella nostra attività lavorativa quotidiana. Ma la ruota anteriore, pur non imprimendo forza o potenza, è in grado di incanalare l’energia motrice in una direzione o in un’altra, finalizzando fatica e sudore o al contrario vanificando il tutto. La ruota anteriore ben rappresenta le soft skills, cioè quelle competenze trasversali che determinano positivamente o negativamente l’impatto di un bagaglio di competenze tecniche (“hard”).

Spesso utilizzavo questa metafora quando avevo di fronte a me manager con una predominante cultura tecnica, di stampo ingegneristico o fortemente legata alla produzione: la metafora era particolarmente chiara e diretta nel far comprendere loro che la stessa attenzione dedicata alle competenze tecniche in anni di studio e lavoro, doveva essere rivolta al farsi carico di migliorare le proprie capacità di comunicare, ascoltare, integrarsi in un team, e ancor più di gestire, delegare, far crescere persone. Altrimenti si rischia di pedalare forte, ma guidare male, non tenere bene l’equilibrio, o andare fuori pista.

Ora, nonostante possa suonare un po’ vintage, la metafora della bicicletta continua a tornarmi in mente ogni volta che sento parlare (e capita sempre più spesso) delle soft skills legate alla Digital Transformation, e di quanto siano strategiche. Non sto dicendo in effetti nulla che non abbiate già sentito: per esempio in base ad una ricerca effettuata da Linkedin agli inizi del 2018, il 57% dei Business Leaders afferma che le soft skill siano più decisive delle hard skill.

Senza scomodare chi sostiene che nel giro di qualche decennio saranno solo le soft skill a fare la differenza in quanto le hard skill saranno gestite quasi esclusivamente da macchine e robot, e senza elaborare l’ennesima top 10 delle soft skill più strategiche per la Digital Transformation (cf. rapporto “The Future of Jobs” del World Economic Forum), ci sono due domande alle quali sarebbe interessante provare a rispondere.

La prima: le soft skill di cui parliamo oggi sono le stesse di cui ci occupavamo 10 anni fa, o in qualche modo la Digital Transformation sta incidendo anche sul modo in cui le soft skill stesse vanno intese?

Sembrerebbe di sì, effettivamente le soft skill della Digital Transformation hanno delle nuove connotazioni. Basti pensare al modo di lavorare e di comunicare in un team, o di gestirlo, sempre più agile, flessibile e multitasking, e di necessità fortemente orientate all’obiettivo e all’execution. Forse con un pizzico di “superficialità” in più rispetto al passato, ma in cambio di una rapidità di risposta caratteristica della Digital Transformation.

O se pensiamo al decision making, oggi basato su una quantità di dati e di elementi che prima non erano certamente accessibili, ma con tempi di reazione più compressi e con la capacità di connettere informazioni avendo uno sguardo orientato alla big picture, oltre l’orizzonte del proprio obiettivo, in vista di una complessità ineludibile.

O all’importanza dell’accountability, della capacità di farsi carico del raggiungimento di un obiettivo garantendo affidabilità (reliability) al proprio team e all’azienda, nelle situazioni sempre più comuni di smartworking. O analogamente alla capacità di delegare e di far crescere risorse in autonomia, in condizioni di remote people management.

La seconda domanda: il digital learning può rappresentare uno strumento efficace per le soft skill della Digital Transformation (intese cioè secondo quelle nuove caratteristiche accennate sopra)?

Credo si possa dare una risposta affermativa anche in questo caso, anzi, è quello che stiamo riscontrando sul campo in tanti approcci innovativi che intendono proprio considerare il fattore “digital” non come una caratteristica “trendy”, ma come la risposta più efficace a nuove finalità formative. Alcuni approcci a titolo di esempio:

  • video simulazioni interattive (con attori) per comprendere come applicare stili di leadership, fornire un feedback costruttivo, porre domande efficaci o anche leggere i segnali deboli nell’interlocuzione con l’altro;
  • digital game utilizzati come allenatori comportamentali per il remote people management, in modo da replicare situazioni di scelta rapida (con countdown) in cui dare seguito efficace a processi di delega e empowerment con semplici messaggi mail, WhatsApp o con virtual meetings;
  • brevi video storytelling caratterizzati da approcci meno “didascalici” e più orientati a sollecitare l’interlocutore, mettere in dubbio credenze consolidate, presentare punti di vista nuovi e stimolanti, ispirare comportamenti;
  • video adattivi che a mo’ di sliding doors (come ci hanno insegnato il cinema e Netflix) mostrano gli esiti positivi o negativi delle nostre scelte su diversi piani: risultato, relazioni, clima, empowerment, ecc., aiutandoci così ad acquisire una visione complessa e prospettica dei problemi;
  • … fino a ipotizzare l’applicazione di software di riconoscimento facciale per migliorare la nostra intelligenza sociale, emotiva, e le nostre capacità di empatia e lettura del non-verbale.

Insomma, se diamo per assodato che le soft skill siano le competenze su cui lavorare maggiormente nei prossimi anni, c’è una sfida molto interessante da affrontare: quella di non versare il vino nuovo in otri vecchi, cioè quella di utilizzare la componente digital in modo intelligente e creativo per progettare formazione sulle soft skill con quelle caratteristiche coerenti al cambiamento che le soft skill stesse stanno vivendo all’interno della digital transformation.

È un viaggio di scoperta che non vogliamo perderci!!

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