Dentro l’apprendimento informale

TEMPO DI LETTURA: 4 minuti

In che misura oggi le aziende stanno indirizzando l’apprendimento informale, decidendo quindi di cambiare paradigma? (Si veda l’articolo precedente)

Molte di più di quanto possiamo pensare, in base all’esperienza di Altaformazione. Se le aziende che hanno adottato “formalmente l’approccio informale” sono relativamente poche, molte sono quelle che lo adottano de facto, anche se con intensità diverse.

Circa il 21% delle aziende dichiarano di aver adottato formalmente il framework 70:20:10, e quindi ha iniziato a lavorare sistematicamente sull’apprendimento informale, esperienziale e sociale, integrandone stabilmente i suoi principi nella propria learning strategy.

Un altro 41% ha implementato in modo informale il framework: vuol dire che si sono documentate sul modello e hanno iniziato a integrarne prudentemente qualche aspetto nel modo in cui progettano e lanciano le esperienze di apprendimento.

Conseguenze e vantaggi

Le modalità di apprendimento informale preferite da queste aziende sono varie: una più ricca conversazione e feedback tra manager e collaboratore, il confronto-scambio tra pari, coaching e mentoring, referenceware (ampi e sempre aggiornati repository digitali di contenuti destrutturati), assegnazione di compiti mirati on the job e analisi retrospettiva di progetti.

Chi adotta un approccio sistematico ha progettato dispositivi (o aggiornato gli esistenti) per aumentare il “peso” di queste esperienze rispetto alla formazione formale e consentire il tracciamento dell’apprendimento informale e dei suoi risultati. Hanno per esempio attivato comunità interne di Content Curator, arricchito le funzionalità dei loro LMS originariamente usati solo per la formazione formale, collegato maggiormente Learning e Development.

Con quali risultati? Prima di utilizzare il modello, la formazione formale occupava almeno il 40% dell’apprendimento “totale” (coerentemente con le statistiche di Aberdeen riportate nel precedente articolo). Dopo l’adozione del nuovo framework  l’apprendimento informale aumenta significativamente e si nota un evidente miglioramento dei collegamenti tra l’apprendimento e le prestazioni individuali e organizzative.

Strategie generali di Informal Learning

Un buon punto di partenza è farsi le domande giuste:

  1. Come possiamo bilanciare meglio l’apprendimento informale e formale?
  2. Come possiamo influenzare e potenziare l’apprendimento informale sul posto di lavoro, anziché continuare a organizzare corsi?

La maggior parte delle risposte sta in 6 buone prassi di apprendimento informale. Due di queste agiscono sui canali e le modalità di apprendimento. Per portare l’apprendimento “at the point of work”, infatti, occorre prima di tutto:

  • Aumentare drasticamente il m-learning: rendere l’apprendimento mobile quanto il lavoro, potenziando l’uso dei device mobili e delle app
  • Aumentare drasticamente il microlearning: più i contenuti sono semplici e corti, assimilabili a “morsi” di 4-5 minuti (bitesized learning), più sono integrabili con i problemi quotidiani di lavoro.

Altre due riguardano l’agire sui formati di esperienza:

  • Aumentare drasticamente le esperienze di simulazione/allenamento e di self assessment “formativo”
  • Aumentare drasticamente il peso del coaching e soprattutto del reverse mentoring, cioè l’accrescimento delle competenze grazie al mutuo aiuto organizzato.

Infine, gli ultimi due elementi, che riguardano l’apertura del modello formativo all’esterno, “incorporando il nemico”, cioè dando al ricorso a risorse esterne scelte dai learner lo stesso status della formazione tramite le risorse offerte dall’azienda. E far sì che a queste ultime collaborino anche gli esperti aziendali. In pratica:

  • Integrare l’offerta interna con contenuti già disponibili su piattaforme esterne quali MOOC o piattaforme verticali, attraverso accordi (le formule Enterprise), o attraverso le funzionalità di ricerca automatica (spesso potenziata dall’Intelligenza Artificiale) di contenuti interest-based di cui sono dotati gli ambienti di apprendimento più avanzati (Learning Experience Environment, come quelli progettati su misura da Altaformazione)
  • Far selezionare e magari anche creare i contenuti dai learner (learner generated content) , costruendo reti proattive di Subject Matter Expert. Alcune ricerche dimostrano una relazione direttamente proporzionale tra la percentuale di contenuti generati da esperti interni e il numero di utenti attivi negli LMS.

Alcuni casi reali

Passiamo dalla teoria alla pratica, vi raccontiamo alcuni casi reali tratti dai progetti di Altaformazione.

  • WeTell, l’innovativa piattaforma di apprendimento informale, creata da Altaformazione, composta da video ispirazionali, che aziende come Snam, Enel, Hera, Aruba, Q8, tra le altre, hanno già sperimentato.
  • Sky Italia e Altaformazione hanno collaborato per la costruzione della piattaforma OpenLearning (vincitrice del HR Digital Innovation Award 2018). Seguendo il modello 70:20:10 la piattaforma consente a ognuno di decidere autonomamente quali percorsi inserire nel proprio piano formativo, rendendo l’esperienza delle persone sempre più mobile – è disponibile su tutti i device – sempre più blended – si arricchisce ogni giorno di nuovi video, webinar, esercitazioni e altri contenuti – e sempre più ricca, garantendo così un costante up-reskilling della persona.
  • Michelin, ha integrato formazione formale e informale, promuovendo l’autocostruzione di piani di sviluppo individuale in cui vengono integrate attività on the job di allenamento su una skill da migliorare (apprendimento esperienziale), scambi di buone pratiche con colleghi più esperti e/o manager (apprendimento sociale) e risorse disponibili nell’offerta formativa aziendale (apprendimento formale) dalla piattaforma Corporate.
  • Automobili Lamborghini sta rivoluzionando il suo modello formativo utilizzando la nuova piattaforma Corporate come principale driver verso un apprendimento libero, aperto e ricco, fortemente centrato su contenuti curati e creati da esperti aziendali che gestiscono specifici canali di approfondimento e conversazione.

Se dopo aver letto gli articoli dedicati all’apprendimento informale, hai capito che la tua azienda deve al più presto adeguarsi e cambiare la propria learning strategy, scrivici per approfondimenti!

Bibliografia/Webliografia essenziale:

Paper istituzionali:

https://www.cedefop.europa.eu/it

https://www.cedefop.europa.eu/files/3073_it.pdf

Report:

Aberdeen Group,  The New 70:20:10: The Changing Face of Learning, 2015

Brandon Hall Group, 70:20:10 – a fresh perspective, 2015

Distinzioni e definizioni:

https://raccoongang.com/blog/difference-between-formal-and-informal-learning/

Pratiche:

Brandon Hall, The 70:20:10 Framework: Formalizing the Informal

Se questo articolo è stato di tuo interesse, non perdere le prossime pubblicazioni.

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