A chi è adatto l’Adaptive Learning?

Come tutti sappiamo, l’apprendimento adattivo è il sogno di tutti i progettisti di formazione: progettare interventi in cui, in modo efficace ed economico, il processo di apprendimento si adatti ai learner, e non viceversa. Alcune tecnologie digitali oggi rendono possibile l’apprendimento adattivo come adattamento automatico e continuo dell’esperienza di apprendimento alle caratteristiche, comportamenti e performance del «learner». È una forma di apprendimento algoritmico, poiché si basa su algoritmi – anche di Intelligenza Artificiale – che garantiscono tali caratteristiche di automatismo e di continuità. Ed è un elemento di innovazione particolarmente pervasivo, poiché riguarda sia i contenuti che gli ambienti: oggi esistono ambienti adattivi (i Learning Experience Environment), video adattivi che si modificano in funzione delle emozioni di chi li sta guardando, test adattivi che modificano il grado di difficoltà delle domande in tempo reale. Per non parlare dei LearningBOT al servizio dell’esperienza adattiva per definizione: la conversazione. 

Una buona domanda che ci fanno i lettori del nostro Blog è: che relazione c’è tra Adaptive Learning e le diverse generazioni di Learner? È sempre e comunque efficace?

La domanda è interessante, perché viene spesso formulata anche in relazione ad altre metodologie e tecnologie innovative. Per esempio, ci si è chiesti se esistono correlazioni interessanti tra gamification/game e le diverse generazioni di giocatori. Eccome se esistono! Il giocatore medio ha oltre 35 anni, e la media sta aumentando. C’è nel mondo un nutrito numero di giocatori tra i 40 e i 50 anni. La gamification anche in azienda non è appannaggio solo dei Millennials e oltre. Ma le motivazioni variano in base all’età: non sorprendentemente, è dimostrato che all’avanzare dell’età diminuisce l’appeal dei giochi competitivi e aumenta quella dei giochi di strategia. I Gamification Designer, che sono, come direbbe Gabe Zichermann, “behavioral designer”, non posso non tenerne conto.

Meno evidenti sono gli studi sulla relazione tra l’età dei learner e l’Apprendimento adattivo. Tuttavia, ricerche molto recenti in ambito universitario USA dimostrano una elevata correlazione tra i corsi progettati con tecnologie adattive e la performance in quei corsi degli studenti della ZGeneration: hanno risultati migliori rispetto agli studenti che fanno gli stessi corsi (a contenuto STEM – Science, Technology, Engineering & Mathematics) in modalità tradizionale.

Un corso di biologia riprogettato con tecnologie adattive (Smart Sparrow, nel caso specifico) ha fatto aumentare dal 19 al 33% il numero di studenti con i voti finali migliori. Perché? Perché le tecnologie di adaptive learning si assicurano che gli studenti si concentrino solo sul contenuto che devono ancora padroneggiare. E non facciamo l’errore di snobbare risultati ed evidenze provenienti dal mondo non-aziendale: il miglioramento dei risultati degli studenti di Scuola e Università nei corsi a carattere scientifico è una priorità globale, poiché la nostra economia continua a soffrire la carenza di laureati esperti di STEM (che poi vanno a fare i Data Scientist nelle aziende, peraltro).

Le esperienze di Altaformazione sono chiare: ciò che ci stupisce e che rende così efficace la forma contemporanea di apprendimento adattivo è la qualità tecnologica e soprattutto l’implementazione “scientifica” di molte tra le più importanti teorie dell’apprendimento. Le piattaforme adattive offrono un’esperienza implacabile di puro learning, di learning “nudo”. Rendono sfidante, in una sorta di competizione tra il sistema e il learner (e quindi adatta ai più giovani: come e più della gamification) tutta l’area della formazione tecnica e tecnico-commerciale, di prodotto: proprio i casi in cui le aziende hanno interesse ad avere la garanzia che il learner conquisti una vera e propria “mastery” sull’argomento, magari propedeutica ad una certificazione. Lo stesso per la formazione ai temi Compliance.

Del resto, l’apprendimento adattivo è il metodo learner-centric per antonomasia, e come sappiamo i learner più giovani vogliono fortemente un approccio on demand, personalizzato e interattivo, oltre che bite-sized e divertente. Non dimentichiamo infine il dato, ormai diffuso e consolidato, secondo cui, indipendentemente dall’età, l’adaptive learning riduce del 50% il training time. L’esperienza di Altaformazione può confermare questi dati, poiché progettiamo varie forme di apprendimento interattivo-adattivo, dalle simulazioni agli adaptive assessment. Stay tuned!

Per saperne di più:

https://www.smartsparrow.com/2017/10/06/how-exploratory-and-adaptive-learning-is-changing-biology-classes/

https://www.careermetis.com/the-role-of-adaptive-learning-in-training-employees/

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